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Aree di sosta come e perché.

Il problema delle aree di sosta a mio avviso ha un peso rilevante per tutti coloro che vivono sui camion. Ora è divenuto più pressante per le nuove norme sui tempi di guida e per l’introduzione della patente a punti. Purtroppo tanti padroncini e autisti, per rispettare le norme e per avere un momento di relax, sono ancora costretti a fermarsi su autostrade e strade statali con inevitabili rischi. Negli ultimi anni, in Italia, si sono realizzate varie strutture al servizio dell’autotrasporto: alcune sono quasi di livello europeo, altre non garantiscono una completezza di servizi. Per un autista di mezzi industriali fermarsi con il proprio mezzo per riposare non è solo un obbligo di legge ma soprattutto una necessità fisiologica, una scelta di puro buon senso e responsabilità verso sé e gli altri. Questa dimensione, per così dire “personale” di ciascun conducente, diventa però una questione cruciale per tutto il trasporto su strada, perché ha implicazioni sulla gestione economica e operativa delle imprese: le esigenze degli autisti, ma anche le prescrizioni di legge, vanno infatti conciliate con i tempi di consegna più ristretti imposti dai committenti, con la necessità di aumentare la produttività dei mezzi, con questioni di sicurezza che sconsigliano la sosta in determinate zone e con l’impossibilità, per un problema di economicità, di mettere sui camion il doppio conducente. Ma se l’imperativo è fermarsi spesso nel corso dello svolgimento dei trasporti, l’interrogativo è: dove? La presenza di aree di sosta “miste”, dove spesso automobilisti e autisti si disputano il poco spazio disponibile non mi sembra una soluzione opportuna, mancano strutture, a mio avviso, dedicate esclusivamente alla categoria. Si tratta di strutture attrezzate che troverebbero la loro naturale collocazione soprattutto nei luoghi dove si concentra maggiormente il traffico su gomma, Interporti, centri Logistici, e Intermodali, direttrici autostradali, di importanza rilevante quale nel nostro caso il “corridoio 5” punto ideale per predisporre i servizi di cui gli autotrasportatori nazionali ed esteri necessitano: sostare in piena sicurezza e con un livello di confort adeguato. Basterebbe semplicemente guardare e imparare da quello che da tempo hanno fatto alcuni paesi europei, Francia e Germania in testa, dove si è severissimi con gli autotrasportatori che non rispettano i tempi minimi di riposo, ma si è altrettanto attenti ad offrir loro aree dedicate per la sosta. Già, perché questo è il punto: anche da noi nei prossimi anni, in applicazione delle Direttive comunitarie, i controlli su strada sull’osservanza dei tempi di guida e riposo si intensificheranno e in assenza di una rete di aree di sosta adeguate, le conseguenze per gli autotrasportatori potranno essere molto spiacevoli.